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L'eterna lotta tra luce e oscurità - di Akarmo
In molti trattati esoterici si dipinge il mondo in termini di lotta tra luce e oscurità. Una descrizione poi comune praticamente a tutte le religioni. Lotta ripresa anche da film e romanzi... dagli horror ai supereroi, dai casi socio-politici ai fantasy, dai vari giustizieri alla fantascienza: è in definitiva sempre una lotta tra luce e oscurità, tra il bene e il male.
Se leggi in questa prospettiva i giornali dei nostri tempi non sembra ci sia alcun dubbio che sta vincendo il buio. Di fronte a tutte queste notizie, di fronte all’incasinamento generale il buio sta vincendo alla grande, solo un mago con la sua bacchetta magica potrebbe rimettere a posto le cose. Sembra davvero l'unica speranza possibile!
E così mi sono chiesto qual è il potere della luce? Come fa a combattere contro il buio del mondo? O come potrà mai vincere?

Nelle parole di Osho la luce è sempre basata sulla consapevolezza… in un contesto di lotta tra luce e oscurità non possiamo certo immaginare un buddha che con la sua grande consapevolezza si mette a sparare ai dittatori… non è la modalità in cui la luce si manifesta.
In realtà Osho dice dove c’è buio basta portare la luce...
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DOMANDA: Ho letto in un libro di Osho che noi siamo come fiori. Un fiore anche se lo metti in una foresta buia è destinato a fiorire. Allora perché è così difficile che ognuno di noi possa fiorire senza un riconoscimento esterno? Se ricevo un commento brutto mi svilisco, se ricevo un complimento la mia giornata è bella, perché dipendiamo così tanto dall’esterno?
SHUNYO: Questo vale per tutti! Dipendiamo così tanto dall’esterno. Perché senza le opinioni degli altri su noi stessi non sappiamo chi siamo. Non abbiamo ancora scoperto...
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Ma io cosa stavo cercando? - di Akarmo
Ho letto un articolo scientifico su Focus online che mi ha consolato... credevo mi stesse venendo l'Alzheimer precoce e invece è una cosa normale del cervello. Si chiama "effetto soglia": entri in un'altra stanza e resti immobile per un momento chiedendoti "cosa ci sei venuto a fare"... e non sai più cosa cercavi. A me non capita sempre, ma quando succede dura qualche secondo, poi ricostruisco il passato recente e ritrovo il filo conduttore. Qualche altra volta invece non c'è verso: ritrovo il motivo dell'essere venuto in questa stanza solo dopo essere tornato di là a continuare quello che stavo facendo...

Leggo: «Gli studi condotti dal ricercatore Gabriel Radvansky presso l'Università di Notre Dame hanno dimostrato che il cervello usa le porte fisiche – o i cambi di contesto ambientale – come veri e propri segnali di chiusura di un capitolo mentale. In pratica varchi una soglia e il tuo cervello archivia ciò che è successo prima per prepararsi a gestire quello che accadrà dopo.
Se prima di varcare la soglia non hai memorizzato bene lo "scopo della missione", quella piccola porzione di memoria viene "sovrascritta" dal nuovo scenario. È come se il tuo cervello dicesse: "Ok, il compito del soggiorno è concluso, ora analizziamo la cucina". In altre parole, se il tuo obiettivo (prendere le forbici, per dire) non era stato fissato a lungo termine, ecco che svanisce nel nulla. Non è una falla, è un sistema di ottimizzazione.
Può sembrare un errore di sistema, ma in realtà....
Un brano INEDITO dai PRIMI DISCORSI di Osho
DISCEPOLO: Qual è la tua missione nella vita? E quale metodo dovremmo usare noi per realizzarla?
OSHO: Per quanto riguarda la mia missione nella vita… NON ESISTE...